twitter
    Seguimi anche su Twitter

True Blood (ideato da Alan Ball - 2008)

Se siete degli autori di serie televisive dovreste concentrarvi su storie che abbiano come protagonisti poliziotti/avvocati/medici e vedrete che se seguite la corrente otterrete un buon successo. Ma se vi azzardate ad uscire dai soliti canoni rischiate di non andare oltre la prima stagione, sempre che siate fortunati. Un altro tema molto in voga a periodi alterni e quello dei vampiri, soprattutto per i serial per adolescenti o comunque per un pubblico giovane. Ma in questo caso sarebbe meglio aver a che fare con dei bravi ragazzi sconvolti da una crisi ormonale che avranno come unico pensiero le loro storielline d'amore e gli inutili problemi di ogni giorno. E succhiarsi il sangue ovviamente.

Ma da uno come Alan Ball che ha creato una bella serie i cui protagonisti erano dei funzionari delle pompe funebri (Six Feet Under, con un Michael C. Hall ora protagonista di Dexter che in quel serial era omosessuale), non ci si puo' aspettare un qualcosa di tanto scontato. Ed e' cosi' che ispirandosi ai romanzi della serie Southern Vampires della scrittrice Charlaine Harris, l'autore americano crea per la HBO un'altra bella serie che in questa prima stagione non delude affatto.


I vampiri sono tra noi e non e' solo una diceria, sono usciti allo scoperto ed hanno rivelato al mondo la loro esistenza, chiedendo di essere trattati come qualsiasi altro cittadino e di avere quindi gli stessi diritti degli altri uomini, come infondo dice la costituzione americana. Una situazione inaspettata soprattutto se vista con gli occhi degli americani dell'america piu' "profonda", quel cuore americano delle campagne che piu' difficilmente si adatta alle novita'. True Blood e' infatti ambientato in una piccola cittadina della Louisiana e gli stessi protagonisti fanno un po' parte del cliche dell'americano medio, dalla protagonista Sookie Stackhouse (interpretata dalla brava Anna Paquin), una semplice cameriera, al fratello Jason Stackhouse, un operaio che lavora per la manutenzione stradale amante dei pick-up e delle belle ragazze, per non parlare di un ex soldato con problemi mentali, una cameriera con figli che fatica ad innamorarsi dell'uomo giusto, dei vicini di casa che si occupano piu' dei problemi degli altri che dei propri e cosi' via.

Ed in questo quadro cosi' normale si inseriscono gli elementi non reali dell'esistenza dei vampiri, dei poteri di lettura della mente di Sookie e dell'esistenza forse anche di altre cose di cui noi uomini normali abbiamo solo fantasticato. La cosa interessante e' che tutto e' ben amalgamato senza scadere nei soliti luoghi comuni da storia di vampiri ma usando il tema per descrivere infondo i problemi attuali della societa', che anche un avvenimento cosi' speciale come la presenza dei vampiri non puo' far passare in secondo piano.

Il risultato e' una storia interessante che puo' piacere a molte persone, con un tema trattato che puo' sembrare saturato da tante produzioni ma che invece viene messo in risalto da Alan Ball nel modo giusto, anche grazie ad un ottimo cast e senza trascurare dei particolari come la storia d'amore tra Sookie ed il vampiro Bill Compton (Stephen Moyer) che sicuramente non dispiace, senza pero' ,ripeto , scadere nel gia' visto. Da un certo punto di vista Alan Ball dev'essersi divertito nella creazione di True Blood perche' ha mischiato i generi ed i potenziali target televisivi, fondendo un'analisi sul reale ad elementi puramente fantastici, scene di sesso con una romantica storia d'amore. E se gli ascolti non scenderanno bruscamente, potrebbe andare molto lontano. Un'ultima segnalazione a proposito della sigla iniziale, davvero bella.