Se vi siete stancati del classico trio di protagonisti dei telefilm americani composto da poliziotti-medici-avvocati e volete vedere un serial piu' riflessivo, In Treatment fa per voi. Il protagonista di questo serial ideato da Hagai Levi e Rodrigo Garcia per la HBO ed ispirato dalla serie israeliana Be'Tipul dello stesso Hagai Levi, e' infatti uno psicologo che per la maggior parte delle 43 puntate sta comodamente seduto nel suo accogliente studio in cui accoglie per cinque giorni alla settimana i suoi pazienti.
Paul Weston (Gabriel Byrne) e' infatti uno psicoterapeuta ormai di mezz'eta' e di buona fama, con un'attivita' affermata ed una conoscenza piena del lavoro dello psicologo. La serie e' divisa in settimane, in tutto nove con l'ultima settimana che e' composta pero' da sole tre puntate. Ogni giorno della settimana per tutta la durata della serie assisteremo alle sedute di terapia dello stesso personaggio.
Il lunedi e' il giorno di Laura (Melissa George), una ragazza trentenne insicura e con problemi affettivi molto forti, dipendenti probabilmente dalla morte della madre e da un padre non sempre presente. Il martedi e' la volta di Alex (Blair Underwood), un pilota di marina arrogante e sicuro di se, costretto alla terapia dopo che per un errore aveva ricevuto l'ordine di lanciare un missile su una scuola coranica piena di bambini. Il mercoledi e' il giorno di terapia per Sophie (Mia Wasikowska), un'adolescente con problemi legati al particolare rapporto che ha con i genitori e che ha tentato il suicidio spinta dalla sua insicurezza. Il giovedi' e' dedicato a una coppia che cerca di salvare il proprio matrimonio, Jake (Josh Charles) e Amy (Embeth Davidz), due persone molto diverse tra loro ma che si sentono attratte e respinte proprio da questa diversita'. Il venerdi finisce per essere invece il giorno che lo stesso Paul dedica al tentativo di recupero del proprio rapporto con la moglie Kate (Michelle Forbes) attraverso l'aiuto della amica e psicoterapeuta Gina Toll (Dianne Wiest).
Nonostante che, come ho detto inizialmente, la storia sia quasi totalmente ambientata in interno e non sia particolarmente movimentata, In Treatment finisce per diventare velocemente una droga, sia grazie ai ritmi e alle storie, sia soprattutto grazie alla bravura degli attori primo fra tutti il potagonista Gabriel Byrne. Devo ammettere che non pensavo che una serie di questo tipo potesse reggere per 43 puntate (anche se dalla durata limitata di 20 minuti circa) e rimanere sempre interessante. A tratti le storie dei vari pazienti diventano addiritura emozionanti e nella fase finale delle nove settimane si puo' quasi vedere come le ore passate a parlare con Paul abbiano sortito un effetto sui personaggi.
Posso dire che la notizia che ci sara' una seconda stagione e' sicuramente positiva perche' se gli autori continueranno a costruire puntate misurate e mai eccessive come queste passate il risultato sara' sicuramente di valore. Ho parlato di Gabriel Byrne ma anche tutti gli altri attori hanno lasciato la loro impronta, coinvolgendomi in modo molto realistico. In pochi serial si puo' per esempio mantenere la telecamera fissa su un un primo piano per vari secondi ed osservare l'espressione del personaggio senza che questo debba per forza dire una battuta e rimanere comunque colpiti. Anche in questo caso secondo me la HBO ha presentato un prodotto originale e di ottima qualita', secondo me uno dei migliori nuovi serial della stagione.
FINE ANNO 2009 - Mah...
-
Questo post di fine anno non ne vuole sapere di prendere forma, lo scrivo e
lo cancello in continuazione:
Volevo parlare delle promesse mancate della distri...
6 ore fa





