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Quantum of Solace (Marc Forster - 2008)

Bond e' tornato, e questo e' il vero Bond. Per chi come me ha letto i romanzi di Ian Fleming questo 007 interpretato da Daniel Craig e' una sorta di liberazione dalla macchietta costruita negli anni dai vari registi che si sono incrociati con le gesta dell'agente segreto piu' famoso del mondo.

Se tralasciamo qualche pizzico di Sean Connery il resto e' sostanzialemnte quasi un disastro, con un Bond che e' a tratti quasi un supereroe alla Batman munito di gadget incredibili e con le emozioni di un 15enne. Sembrava quasi che la creazione dei vari film consistesse in nulla piu' che nella scelta della nuova bond-girl o nella messa in risalto di qualche super marchio in stile pubblicita' occulta. Per non parlare dei vari nemici, cosi' incredibili da sembrare alla lunga ridicoli.


Ma il Bond di Fleming non e' questo, ma un uomo piu' complesso che soffre, spietato ma non senza cuore, che si trova davanti problemi difficili e persone che lo aiutano perche' sanno di potersi fidare di lui. Il Bond di Daniel Craig e' quello che piu' si avvicina a questo personaggio che dalle pagine dei romanzi si e' proiettato negli schermi dei cinema incontrando ancor piu' successo.

Ma i tempi cambiano e se si vuole continuare a mantenere vivo un mito lo si deve far maturare. Il risultato e' davanti agli occhi di tutti. Al contrario di Casino Royale questo Quantum of Solace e' pero' un po' piu' altalenante e incompleto, la storia non e' cosi' coinvolgente e alla fine si rimane quasi in attesa di un finale piu' coinvolgente. Non mi sto contraddicendo, anzi.

Con questi due film abbiamo ritrovato il vero James Bond ma abbiamo bisogno di storie piu' curate e piu' complesse, non si puo' pensare che il pubblico si accontenti di vedere Daniel Craig andare da una parte all'altra del mondo col suo impeccabile stile. Se lo scopo era quello di creare un nuovo mito intorno a 007 l'obiettivo e' stato centrato. Ma ora serve una storia convincente, e serve subito.