Le televisioni degli Stati Uniti nella loro immensa saggezza hanno deciso che il progetto di Ronald D. Moore chiamato Virtuality non deve andare in onda e noi comuni mortali non possiamo far altro che accettare questa decisione. Ma il mondo spesso cerca di essere meno crudele di quanto inizialmente immaginato e ti propone quando meno te lo aspetti una soluzione alla carenza di serie fantascientifiche all'altezza con la diffusione di una nuova serie chiamata Defying Gravity che non va molto lontano dalla serie del creatore di Battlestar Galactica.
Un equipaggio di otto astronauti viene selezionato per un viaggio di sei anni all'interno del nostro sistema solare. Sarebbe di per se una cosa interessante se non fosse che gia' dalle prime puntate ci rendiamo conto che esiste qualcosa, una forza al di là della nostra comprensione, che guida le nostre mosse, dalla scelta degli astronauti ai punti di atterraggio delle sonde. Tutto è iniziato durante la precedente missione su Marte, o forse tutto è iniziato quando l'uomo ha messo il naso al di là dell'atmosfera del nostro pianeta.
La missione ufficiale rimane quella di visitare gli altri pianeti del nostro sistema, ma alcune persone scelte sanno che il vero obiettivo è venire a contatto con questa particolare ed incredibile intelligenza (o forse soddisfare le sue richieste). Ovviamente a rendere il telefilm piu' interessante ci sono i complicati rapporti tra i vari personaggi che in un ambiente cosi' ristretto possono essere molto conflittuali. Gli uomini della missione sono in continuo contatto audio/video con la Terra ed alcune sequenze vengono apposta create per la diffusione al di fuori della missione di quanto gli astronauti stanno facendo. Le varie puntate sono costruite con continui flash back sulla fase di addestramento e sul modo con cui i vari membri dell'equipaggio si sono conosciuti, sfruttando un po' il sistema usato in Lost.
Volevo far notare che sono riuscito a descrivere il telefilm in poche righe e questa non è una cosa da poco. Al contrario di Virtuality, questo Defying Gravity è più semplice come impostazione della serie e sicuramente piu' catalogabile. Inoltre tra i vari personaggi ci sono dei rapporti affettivi non semplici e subito messi in evidenza che possono interessare anche chi non è strettamente un appassionato di fantascienza. Nello stesso momento pero' Defying Gravity perde un po' di quelle potenzialità che l'intricato progetto di Moore sembrava avere. Meno confusione, piu' linearita e adatto ad un pubblico piu' vasto. Per le televisioni americane basta cosi'.
"See ya later, Navigator!"
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Ci sono tutta una serie di film, per lo meno per noi che siamo stati bambini
negli anni '80, sui quali abbiamo poggiato la nostra formazione
fantastico/fan...
3 ore fa




