Il gran maestro T non era presente ma qualcuno tra il pubblico che riempiva la sala principale del Cineworld si è lasciato sfuggire qualche applauso per la soddisfazione. Quando dopo più di due ore di spettacolo esci soddisfatto dal cinema è sempre un buon segno ed anche sentendo i commenti veloci della gente che camminava verso l'uscita si può dire che per la maggior parte la pensavano come me.
Devo fare una confessione e cioè che prima di questo Inglourious Basterds non avevo mai avuto la fortuna di vedere al cinema un film di Tarantino. Questa volta però non mi son lasciato sfuggire l'occasione.
Con il prezzo del biglietto son potuto stare in una casa della campagna francese insieme ad un cacciatore di ebrei, nei boschi della Francia occupata negli ultimi attimi dell'esistenza di alcuni tedeschi, in un piccolo cinema francese mentre un'ebrea cercava di non comparire come tale agli occhi dei nazisti che la circondavano. Si perchè io ero là, non era una semplice storia asettica, si vedeva la tensione dei protagonisti, la polvere e gli insetti negli edifici malmessi del periodo bellico, le sensazioni di star ad osservare la fine della vita di alcune persone, come è giusto pensare in tempi di guerra.
Un amico mi diceva qualche settimana fa di come fosse perplesso del fatto che Tarantino facesse un film ambientato nella seconda guerra mondiale, forse non sarebbe stato il solito regista che conosciamo, quello visto in Pulp Fiction o in Kill Bill. Ma probabilmente per alcuni il regista americano è catalogabile in un unico genere facilmente identificabile, senza far caso al fatto che in tutti i suoi film non ha fatto altro che masticare decenni di cinema precedente per poi ripresentarlo in una forma modificata per i suoi scopi.
Mi è piaciuto così tanto perchè questo è cinema vero, non sto nemmeno a riassumere la storia, non cambierebbe nulla. C'è da dire comunque che praticamente quasi tutti gli attori sotto la guida di Tarantino danno qualcosa in più ed anche nei momenti più statici ci sia sempre qualcosa da osservare, soprattutto in questo caso quando davanti alla macchina da presa si trova Christoph Waltz, attore austriaco a me quasi sconosciuto. Dopo la prima lunga sequenza, ero già innamorato di questo film.
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Colpo di genio! A volte è quello che ci vuole per elevare un film a punto di
riferimento per un determinato genere, o sotto genere se vogliamo
considerare ...
9 ore fa




