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domenica 6 gennaio 2008

Fantascienza da serata invernale (Seconda Parte)

Il pianeta proibito (Fred McLeod Wilcox - 1956) e' un tipico film di fantascienza degli anni cinquanta, con astronavi a forma di disco volante, dei passeggeri che sembrano un po' dei marinai senza molto da fare, un personaggio che sta' la' solo per fare battute ridicole e i soliti americani che conquistano donne anche in luoghi sperduti della galassia. Eppure non e' un brutto film, semplicemente fa sentire la sua eta', non e' particolarmente profondo e sarebbe potuto essere ambientato in un passato non troppo lontano in un'isola del pacifico contraddistinta da un qualche misterioso potere (un po' alla Lost). Comunque guardabile.

Cosi' come Il pianeta proibito e' un film che grida al mondo la sua appartenenza agli anni cinquanta, Giochi Stellari (Nick Castel - 1984) e' un film che sembra venuto fuori dagli anni ottanta, questa volta non tanto per la musica ma per la tecnologia, dei videogiochi del genere che si potevano trovare agli albori dei giochi per computer in tutti i bar. In questo caso pero' il videogioco sara' solo un mezzo di arruolamento per dei piloti che dovranno difendere la galassia da terribili nemici. Ai suoi tempi non era poi male.

Ancora tecnologia che oggi consideriamo superata ma che all'epoca doveva essere abbastanza avveniristica, con telecamere e schermi televisivi in bella mostra e una programmazione dei computer fatta utilizzando dischi da 5 pollici e ¼ in Generazione Proteus (Donald Cammell - 1977). Degli scienziati creano una intelligenza artificiale, ma questa riesce ad uscire dal laboratorio con la speranza di potersi evolvere come gli umani. Una storia interessante, ma alcuni problemi logici gli fanno perdere qualche punto. Possibile che una sedia a rotelle con un braccio possa tenere prigioniera una donna in casa propria? Possibile che non riesca a smontare pezzo per pezzo la sua casa per scappare? Problemi fastidiosi che mi viene difficile ignorare.

Con problemi simili anche Fuga da Marte (Neill Fearnley - 2001) un film molto piu' recente realizzato senza troppe pretese, che racconta il viaggio verso Marte costellato da tanti problemi. L'idea non e' male ma il problema e' un altro. Avete mai fatto caso a come gli astronauti sembrino sempre o allegri oppure rilassati? Certo ci saranno momenti di difficolta', ma il primo aspetto nella selezione di un astronauta e' quello psicologico, cioe' non chiuderesti mai 5 persone per tre anni in un astronave se sai che caratterialmente queste potrebbero ammazzarsi da un momento all'altro. Eppure in questo film l'equipaggio e' male assortito gia' alla partenza, con un capitano inaffidabile ed una donna dell'equipaggio che non fa altro che pensare alla propria famiglia. Una scelta di equipaggio impossibile.

Krull (Peter Yates - 1983) e' una specie di lotta al nemico oscuro in stile signore degli anelli, ambientata pero' in un pianeta lontano invaso da dei misteriosi nemici. Una principessa sara' rapita ed il suo principe cerchera' di salvarla, con l'aiuto di valorosi amici. Non e' poi tanto male , ma non e' nemmeno indimenticabile.

Il mio nemico (Wolfgang Petersen - 1985) racconta una storia classica della fantascienza o della guerra in genere, e cioe' quello che succede quando due nemici sono costretti a vivere insieme in un luogo isolato per poter sopravvivere. Se non si ammazzano prima, iniziano a parlare, e scoprono di non essere poi cosi' diversi. L'umanita' si e' diffusa nell'universo e non combatte piu' contro se stessa. Ha trovato pero' nuovi nemici che non vogliono permettere all'uomo di conquistare un altro sistema solare. Inizia quindi una lunga guerra fatta di soldati che alll'interno delle proprie macchine combattono senza mai vedersi. Finche' due piloti non finiscono per atterrare su un pianeta durante un combattimento e vengono dati per dispersi. Invece di uccidersi iniziano a collaborare per cercare di sopravvivere e notano appunto che il nemico non e' poi cosi' diverso. Un film niente male anche se non troppo originale.

Una delle fissazioni della fantascienza e' quella della creazione del soldato perfetto. E' quello che vediamo in Legion (John Hess - 1998), in cui una pattuglia speciale costituita da soli condannati a morte senza altra possibilita' per salvarsi, partecipa alla conquista di una postazione nemica, scoprendo pero' di avere a che fare con qualcosa di diverso. Anche in questo caso niente di nuovo e senza grandi attori, comunque lo si puo' guardare, appunto, in un noioso pomeriggio invernale.

L'uomo venuto dall'impossibile (Nicholas Meyer - 1979) e' un orribile titolo per un film che invece orribile non e', e che narra la fuga di Jack lo squartatore nel futuro per mezzo della macchina del tempo di HG Wells. Wells non ha inventato tutto quello che ha scritto, alcune cose erano vere, questo l'assunto alla base del film. La storia non e' male e non ci sono eccessi che la rendono ridicola. In sostanza un film carino.

Communion (Philippe Mora - 1989) infine e' un film piu' complesso, con un grande Christophen Walken che ci confondo le idee con la sua faccia che sembra esprimere sempre il contrario di quello che le parole dicono. Luci nel cielo, esseri verdi dagli occhi enormi ma niente e' quello che sembra. Piu' un viaggio in se stessi che una storia di rapimenti alieni. Interessante.

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