giovedì 15 maggio 2008

Parole (da il Petroliere di Paul Thomas Anderson)

Io...non voglio che altri riescano...
odio la maggior parte della gente...
...
alcune volte io...guardo le persone
e non ci trovo niente di attraente...
voglio guadagnare cosi' tanto da poter stare lontano da tutti
...
io vedo il peggio nelle persone...
solo uno sguardo basta per sapere chi sono in realta'
la mia barriera di odio si e' innalzata lenta negli anni e
...
e non riesco piu' a lavorare da solo...con queste...
persone...

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (Andrew Dominik - 2007)

Ok lo ammetto ho sbagliato, mi son lasciato sfuggire questo film per mesi ed ammetto che e' stato un errore. Prendete la vita di una persona, ma non uno di quelli noiosi ma una specie di icona nazionale, di quelli che sembra che abbiano vissuto tre vite per tutte le leggende che vi girano intorno. Ora estraete dal romanzo della sua vita un breve momento, semmai durante la fine della sua esistenza, o la parabola discendente delle sue gesta oppure semplicemente durante la sua probabile mezza eta', quando aveva circa 34 anni e come direbbe Dante si trovava nel mezzo del cammin della (sua) vita. Ecco raccontate quel momento e attraverso quel racconto cercate di far capire cosa e' stato quell'uomo e che cosa ha significato per un paese intero.

Questo e' piu' o meno quello che secondo me fa Andrew Dominik col suo film. Avrebbe potuto raccontare la vita di Jesse James, il momento storico degli Stati Uniti in quel particolare momento seguente alla guerra civile da poco finita, ma il titolo non era "La vita di Jesse James" oppure "Gli Stati Uniti di Jesse James". No il titolo e' "L'assassinio di Jesse James per mano di quel codardo di Robert Ford". Dice tutto il titolo, io potre anche non dire altro e lasciare il post a questo punto. E' una visione di una storia, un fotogramma di una vita. Non e' un western, non e' una biografia. E' solo una storia.



Detto questo devo dire che e' un bel film, anzi un grande film, uno tra i migliori della stagione. Insieme a quelli di cui ho parlato in questi giorni (No Country for Old Man , Il Petroliere , La promessa dell'assassino), e guarda caso in tre di questi film si e' parlato degli Stati Uniti che furono, non inmodo classico ma confrontando il paese con quello che e' oggi diventato. Non che gli USA del secolo scorso fossero un paradiso, ma raggiunto un certo benessere sembra che il paese si sia smarrito, abbia perso quelle caratteristiche che lo contraddistinguevano, che potevano piacere o meno ma che lo rendevano unico.

Non mi ha convinto particolarmente Bradd Pitt (Jesse James) che a momenti sembrava un po' inespressivo, forse piu' bravo quando deve scherzare che quando deve comunicare un qualche sentimento, mentre al contrario mi e' piaciuto Casey Affleck, fastidioso quanto doveva esserlo durante tutto il film. Mentre Jesse James poteva farti paura ma comunque ti faceva provare una sensazione speciale, il Robert Ford di Affleck comunica tutto il fastidio e l'irritazione che scaturiva dalla sua insicurezza. La cosa piu' incredibile e' che Casey Affleck sia il fratello di Ben Affleck. Bella anche la musica che accompagna il film, forse non cosi' perfetta come quella de "Il Petroliere" ma comunque efficace.

martedì 13 maggio 2008

Immagini (a proposito di La promessa dell'assassino)

Michael Clayton (Tony Gilroy - 2007)

Non voglio sentire commenti sul fatto che George Clooney sia bello, non me ne sbatte un bel niente. George Clooney e' bravo, come attore e come regista, criticatelo come tale ma finiamola con quest storia della bellezza e basta. In un film abbastanza classico come tematiche e come situazioni e' proprio il suo personaggio, come lui ha reso cosi' pensieroso e distrutto dentro questa persona, a fare la differenza. Trovatemi un altro che puo' fare la stessa cosa nello stesso modo.

Michael Clayton e un avvocato, ex pubblico ministero che dopo quindici anni di lavoro in un prestigioso studio legale, dopo anni passati a risolvere quei problemi che e' meglio non far comparire nelle prime pagine dei giornali, si ritrova senza un avvenire, senza un patrimonio sperperato tra gioco d'azzardo e un investimento sbagliato, ed ora ad un bivio anche in ambito lavorativo.


Lo studio per cui lavora difende da anni una compagnia chimica che crea prodotti per l'agricoltura, ed in particolare un prodotto che alla resa dei conti e' da considerarsi altamente cancerogeno. Lo sanno loro, lo sa l'azienda. Il loro lavoro e' tenere tutto in sospeso, in modo tale che non si possa mai portare in tribunale questo caso.

Non siamo davanti ad un fatto reale ma potrebbe esserlo, non e' la prima volta che grandi aziende nascondono qualcosa e soprattutto le aziende chimiche (Monsanto per esempio) e farmaceutiche hanno per anni avvelenato l'ambiente e le persone senza pagare totalmente per le loro colpe. Mi fermo qui perche' non voglio fare un discorso lungo su queste tematiche.

Tony Gilroy fa una ricostruzione credibile di come possano funzionare questo tipo di cause, ma come l'azienda chimica non vuole andare in tribunale, anche noi non verremo mai portati in un'aula di tribunale. Come ho detto un film abbastanza classico, con un finale non geniale, ma con un George Clooney che vale la pena vedere. Bella la sequenza finale col primo piano dell'attore americano all'interno di un taxi, che esprime la sua malinconia semplicemente con la gestualita' del suo viso.

lunedì 12 maggio 2008

La promessa dell'assassino (David Cronenberg - 2007)

David Cronenberg deve aver deciso che essenziale e' bello ed ormai negli ultimi suoi film non si lascia andare mai oltre il dovuto. In un film sulla mafia russa riesce ad essere convincente senza mai mostrare una pistola od eccedere in scene d'azione, anche nei momenti piu' duri quello che vediamo e sentiamo sono ossa rotte, carne lacerata e schizzi di sangue, mostrati in modo crudo ma non eccessivo.

Fare un film che parli della moralita' dei nostri tempi mostrandoci uno spaccato della moderna Londra non e' facile, si rischia di cadere nel gia' visto o nella retorica. Ed invece Cronenberg ci sbatte in faccia il dramma di una nazione che negli anni novanta si e' dissolta dal suo interno, la paura di un popolo che e' andato via in cerca di una speranza e si e' trovato ingannato e sfruttato, l'indifferenza di quelle persone "normali" che fanno finta di non sapere quello che succede.


Una ragazzina poco piu' che bambina che si presenta in una farmacia poco prima del parto perdendo del sangue in una pozza scura puo' fre impressione ma il giorno dopo e' subito dimenticato, e' solo una drogata o una prostituta ma tutti possiamo andare avanti, non e' un nostro problema. Il bello e' che il regista canadese mescola questi fatti con la folla dei tifosi che vanno a vedere il Chelsea, con la festa in casa del malavitoso russo ed il padre premuroso con la propria bambina, lo stesso padre che poco prima abusava di donne forse di 10 anni piu' grandi di sua figlia senza nemmeno porsi il problema. E Londra non e' quella dei giovani che da tutta Europa vanno per respirare la sua aria di rinnovamento, ma una citta' cupa sempre piovosa.

Come spesso accade con Cronenberg ogni attore da il meglio di se su tutti Viggo Mortensen mentre Vincent Cassel e' fastidioso quanto basta e Naomi Watts sembra l'attrice perfetta per rappresentare la persona qualunque in una Londra cosi' scura. Il mio unico sospetto e' che probabilmente in lingua originale il film puo' essere molto piu' bello da sentire, soprattutto per la fastidiosa voce da "russa da film" che si sente quando vengono lette le pagine del diario.

Cronenberg e' stato essenziale e lo saro' anche io, finisco qua.

sabato 10 maggio 2008

Il Petroliere (Paul Thomas Anderson - 2007)

Il Petroliere e' un film potente.

Sullo schermo nero compare la scritta There Well Be Blood e subito dopo una musica impressionante che inizia a sala buia ci accompagna alle pendici di due montagne, nelle viscere della terra all'interno delle quali un uomo scava, alla ricerca di quel petrolio che e' custodito tanto gelosamente. 1898 e i prossimi saranno anni di stenti in una situazione poco diversa da quella di animali mossi solo dall'istinto di sopravvivenza. Alla ricerca di quell'oro nero che puo' cambiarci la vita. Ma la terra non lascia andare il suo segreto senza nulla chiedere in cambio, ogni metro scavato nelle sue profondita', ogni goccia di petrolio sottratta dalla sua profondita' ci porta' via una parte della nostra umanita'.

Daniel Plainview e' il prototipo del nuovo americano, in un certo senso puo' rappresentare un cambiamento per la societa' americana nella stessa forma in cui lo e' stato il Chigurh di No Country for Old Men, lui e' l'uomo che si fa da se, che cerca di governare la natura, di imporsi contro ad ogni costo diventando contemporaneamente indifferente e diffidente verso tutto e tutti.

Il buio delle profondita' della terra, i visi sporchi di fango e petrolio, gli occhi appena visibili nel buio di Plainview ma anche del predicatore entrambi mossi da una ricerca di autoaffermazione oltre il normale, il pozzo di petrolio che finalmente fa sgorgare il prezioso liquido verso il cielo sono tutte immagini impressionanti di questa lotta contro la natura, che a me sembra quasi simile a l'uccisione di una bestia per dissanguamento, con l'animale morente che si porta dietro di se la tua umanita'.


Non ci sono figure femminili in questo film di Paul Thomas Anderson, non vediamo mai nemmeno la madre del bambino, il figlio di Plainview che in un certo senso sara' per anni la sua sola ancora di salvezza e la cui menomazione portera' non per caso alla deriva completa verso il suo egoismo cieco. E' proprio il petroliere a dirci che non si fida piu' di nessuno, a non riuscire piu' a vivere vicino a quelli che non sono per lui nemmeno uomini. Lui vede solo il lato peggiore delle persone.

Personalmente non vedevo un film cosi' impressionante da anni, cosi' intimo per quanto riguarda la psiche umana che quasi mi imbarazza per come mette a nudo i lati peggiori della nostra mente, , lati messi in evidenza dall'inumana lotta con la natura. E la musica come dicevo e' assolutamente perfetta, con le scene in cui e' il petrolio a fare la comparsa sulle facce delle persone che mi ha ricordato la musica di sottofondo delle parti iniziali di 2001 Odissea nello Spazio